{"id":120,"date":"2020-11-02T16:59:39","date_gmt":"2020-11-02T15:59:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fotoarchiviobusto.it\/?page_id=120"},"modified":"2020-11-02T16:59:39","modified_gmt":"2020-11-02T15:59:39","slug":"storia-locale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.archiviofotograficoitaliano.it\/busto\/storia-locale\/","title":{"rendered":"Storia locale"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"120\" class=\"elementor elementor-120\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-09c6ad3 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"09c6ad3\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-3a2add0\" data-id=\"3a2add0\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-26097fb elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"26097fb\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h1 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">STORIA LOCALE<br>___<\/h1>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-bae4b89 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"bae4b89\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-613df87\" data-id=\"613df87\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9797cc8 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"9797cc8\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Busto Arsizio<\/strong>\u00a0(pronuncia <em>B\u00fcsti Gr\u00e0ndi<\/em>\u00a0in\u00a0dialetto bustocco) \u00e8 un\u00a0comune italiano\u00a0 della\u00a0provincia di Varese, in\u00a0Lombardia. La citt\u00e0 \u00e8 un polo industriale e commerciale di grande importanza situato in un contesto densamente urbanizzato.<\/p><p>Abitata in\u00a0epoca romana, era conosciuta in\u00a0et\u00e0 medievale\u00a0per la\u00a0concia delle pelli. Nota nel\u00a0Cinquecento\u00a0per la lavorazione dei\u00a0fustagni,\u00a0si svilupp\u00f2 nell&#8217;Ottocento\u00a0grazie alle numerose filature e tessiture di\u00a0cotone.<\/p><p>l territorio di Busto Arsizio \u00e8 al limite settentrionale della\u00a0pianura Padana, nella zona alluvionale dell&#8217;alta pianura, a sud delle\u00a0Prealpi Varesine. \u00c8 situato nella zona interessata dai\u00a0pianalti morenici\u00a0della\u00a0Valle Olona.<\/p><p>La collocazione del primo insediamento non \u00e8 casuale: si trovava infatti su un percorso alternativo alla\u00a0strada del Sempione, detto &#8220;strada di Milano&#8221;, che metteva in comunicazione Milano con il\u00a0Lago Maggiore.<\/p><p>Non \u00e8 chiara l&#8217;origine del nome &#8220;Busto Arsizio&#8221;. Si ipotizza che &#8220;Busto&#8221; derivi dal\u00a0latino\u00a0<em>ambustum<\/em>\u00a0&#8220;bruciato&#8221;, attraverso una divisione popolare delle sillabe in\u00a0<em>am-bustum<\/em>\u00a0invece di quella corretta\u00a0<em>amb-ustum<\/em>; questa origine potrebbe essere riferita ad un terreno piuttosto secco o ad un incendio che avrebbe colpito anticamente l&#8217;abitato.<\/p><p>La seconda parte del nome, &#8220;Arsizio&#8221;, aggiunta solo verso il\u00a0XIII secolo, potrebbe essere una duplicazione del precedente (richiama infatti l&#8217;aggettivo &#8220;arso&#8221;),oppure potrebbe derivare dal latino\u00a0<em>ars<\/em>, con allusione all&#8217;operosit\u00e0 degli abitanti, o ancora dal\u00a0greco\u00a0<em>arsi<\/em>, &#8220;sollevare&#8221;. Si farebbe probabilmente riferimento alla rivolta degli\u00a0Insubri\u00a0contro i\u00a0Romani\u00a0ai tempi della costruzione del Castrum di\u00a0Seprio, quando durante una sommossa un incendio bruci\u00f2 l&#8217;allora avamposto gallo-romano, oppure al periodo dell&#8217;invasione di\u00a0Federico Barbarossa\u00a0del\u00a01176, il quale rase al suolo e bruci\u00f2 Milano e i territori nei pressi della citt\u00e0 che provvedevano al suo approvvigionamento.<\/p><p>Secondo un&#8217;altra ipotesi, il termine &#8220;Arsizio&#8221; deriverebbe invece dal\u00a0germanico\u00a0<em>hard<\/em>\u00a0(termine legato alla\u00a0metallurgia), poi traslato, attraverso il tardo latino\u00a0<em>ardicium<\/em>,\u00a0<em>arsitium<\/em>, al volgare\u00a0<em>arsitio<\/em>. Il toponimo si riferirebbe alla principale attivit\u00e0 degli abitanti del borgo, la produzione del filo di ferro, ancora oggi chiamato in dialetto bustocco &#8220;<em>ard\u00eca<\/em>&#8220;, e alle numerose fucine presenti nel borgo e ai loro fuochi, che sarebbero richiamati anche dalla fiammella posta nella parte inferiore dello stemma cittadino.<\/p><p>Il toponimo &#8220;Busto&#8221; compare anche nei nomi di comuni spagnoli, come ad esempio\u00a0Busto de Bureba, mentre il toponimo &#8220;Arsizio&#8221; compare anche nel nome del comune\u00a0ticinese\u00a0di\u00a0Brusino Arsizio.<\/p><p>Anticamente, accanto a &#8220;Busto Arsizio&#8221;, era comune l&#8217;indicazione della citt\u00e0 come &#8220;Busto Grande&#8221;.<\/p><p>Nel dialetto locale, appartenente al\u00a0lombardo occidentale, \u00e8 chiamata\u00a0<em>B\u00fcsti Gr\u00e0ndi<\/em>\u00a0(letteralmente\u00a0<em>Busto Grande<\/em>), per distinguerla da\u00a0<em>B\u00fcst Picul<\/em>\u00a0(<em>Busto Piccola<\/em>, che indica la citt\u00e0 di\u00a0Busto Garolfo) e da\u00a0<em>B\u00fcsti Cava<\/em>\u00a0(Buscate\/<em>B\u00fcsc\u00e0a<\/em>).<\/p><p>Secondo alcune ipotesi, Busto Arsizio ebbe origini liguri.\u00a0<\/p><p>La distribuzione urbanistica della citt\u00e0 di Busto Arsizio dimostra la successiva presenza dei\u00a0Romani. Da un punto di vista amministrativo, faceva parte della\u00a0<em>regio XI Transpadana<\/em>. Da Busto Arsizio, in\u00a0epoca romana, passava la\u00a0<em>via Severiana Augusta<\/em>,\u00a0strada romana\u00a0consolare\u00a0che congiungeva\u00a0<em>Mediolanum<\/em>\u00a0(la moderna\u00a0Milano) con il\u00a0<em>Verbannus Lacus<\/em>\u00a0(il Lago Verbano, ovvero il\u00a0Lago Maggiore, e da qui al\u00a0passo del Sempione\u00a0(lat.\u00a0<em>Summo Plano<\/em>).<\/p><p>Nota nell&#8217;Alto Medioevo\u00a0per la\u00a0concia delle pelli, la prima menzione della citt\u00e0 risale al\u00a0922, anno in cui il nome del\u00a0<em>locus<\/em>\u00a0viene citato in alcuni documenti di notai.<\/p><p>Con decreto del cardinale\u00a0Carlo Borromeo, il 4 aprile\u00a01583 Busto Arsizio, allora sotto il dominio del duca\u00a0Filippo Maria Visconti, venne staccata dal\u00a0vicariato\u00a0del\u00a0Seprio\u00a0e messa a capo di quella che fino ad allora era la\u00a0pieve di Olgiate Olona\u00a0con un\u00a0podest\u00e0\u00a0proprio.<\/p><p>Le origini di quello che fu un centro tessile di primaria importanza sono da ricercarsi nel Medioevo: nel\u00a01375\u00a0&#8220;quasi in ogni casa batte un telaio&#8221;, come testimoniato qualche secolo pi\u00f9 tardi dallo storico\u00a0Pietro Antonio Crespi Castoldi\u00a0nella sua storia di Busto Arsizio (<em>De Oppido Busti Relationes<\/em>).<\/p><p>Nella seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento\u00a0inizi\u00f2 lo sviluppo del borgo al di fuori della cinta difensiva, lungo la\u00a0<em>str\u00e0 Balon<\/em>\u00a0(attuale corso XX Settembre) e la strada Garottola (attuale via Mameli).\u00a0<\/p><p>Il 30 ottobre del\u00a01864\u00a0Busto Arsizio ottenne nel\u00a0Regno d&#8217;Italia\u00a0il titolo di\u00a0citt\u00e0.<\/p><p>Grazie all&#8217;attivit\u00e0 di\u00a0Enrico dell&#8217;Acqua, sul finire dell&#8217;Ottocento\u00a0acquist\u00f2 la duplice natura di citt\u00e0 cotoniera e meccanica, situazione che le assicur\u00f2 a lungo fortuna e benessere.<\/p><p>Molti imprenditori costruirono le proprie ville nello stile in voga nei primi anni del\u00a0Novecento,\u00a0stile Liberty, parte importante del patrimonio\u00a0architettonico\u00a0bustocco. All&#8217;inizio del\u00a0XXI secolo\u00a0Busto Arsizio \u00e8 un moderno centro industriale e commerciale di 83\u00a0555 abitanti che si colloca in una delle zone pi\u00f9 industrializzate d&#8217;Europa, l&#8217;Altomilanese.<\/p><p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-size: 14px;\">FONTE: Wikipedia<\/span><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>STORIA LOCALE___ Busto Arsizio\u00a0(pronuncia B\u00fcsti Gr\u00e0ndi\u00a0in\u00a0dialetto bustocco) \u00e8 un\u00a0comune italiano\u00a0 della\u00a0provincia di Varese, in\u00a0Lombardia. La citt\u00e0 \u00e8 un polo industriale e commerciale di grande importanza situato in un contesto densamente urbanizzato. Abitata in\u00a0epoca romana, era conosciuta in\u00a0et\u00e0 medievale\u00a0per la\u00a0concia delle pelli. 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